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Frazioni di Morigino

Morigino. Chiesa di San Giovanni Battista

Ad appena due chilometri a nord-est di Maglie, in direzione di Cursi, sorge il piccolo agglomerato di Morigino.
Gli studiosi Emilio Panarese e Mario Cazzato, in base alle scoperte di alcune grotte funerarie giacenti "lungo la dorsale che da Rosemarine si allunga verso la frazione di Morigino" ipotizzarono che nel VII secolo d.C. vivevano in quella zona gruppi familiari di origine longobarda nonchè che Morigino, fino al XIX secolo, fosse un comune autonomo. In effetti appare singolare come la Chiesa matrice di quello che fu un centro di pochissime centinaia di anime sia invece uno degli edifici più interessanti costruiti in provincia tra la fine del ‘500 e l'inizio del ‘600.

 

Chiesa di San Giovanni Battista

La Chiesa di Morigino (1598-1604), dedicata a San Giovanni Battista, si eleva su un largo dove sorgeva anche l'antico palazzo baronale, demolito alcuni decenni fa.
Sull'architrave del portale è incisa la seguente epigrafe: A DEO ET COMUNI LARGITATE FACTUM EST HOC/ET MIRABLE NOSTRIS OMNIBUS OCULIS A.D. 1598 ossia: Da Dio e da offerte pubbliche fu costruito questo tempio, cosa meravigliosa a tutti i nostri occhi. Ciò esprime lo stupore e la meraviglia al cospetto di un'opera così significativa. Notevoli sia gli altari che le tele e gli altri arredi sacri.
Nella navata centrale si eleva il pulpito ligneo realizzato nel secolo XVIII in sostituzione di quello seicentesco, andato perduto, mentre in una  nicchia ricavata sulla parete della navata sinistra è collocato il Fonte Battesimale realizzato nel XVII secolo con la facce della vasca integralmente scolpite da pannelli raffiguranti scene sacre. L'Organo della chiesa è uno strumento di alto interesse storico del sec. XVIII racchiuso in cassa lignea di pregevole fattura decorata con motivi barocchi in finto oro.
In passato la navata centrale era coperta da un soffitto ligneo entro cui era incastonata una tela rimossa nel 1863 e sostituita da una volta a quattro cupolette ellittiche ideate dal barone Filippo Bacile di Castiglione ed eseguita dal capomastro magliese Carmelo Toma. Assegnata a Luca Giordano è la bella tela seicentesca raffigurante San Giovanni Battista che predica nel deserto.

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